La produzione di automobili e vetture in Italia è in costante declino. Da un milione di mezzi prodotti nel 2000, a meno di un quinto quest’anno. Siamo nel pieno di una crisi industriale e produttiva che drena il nostro paese di PIL, di valore aggiunto e di posti di lavoro. Questo certo, grazie all’atteggiamento di Stellantis (ex FIAT), ma non solo. I nostri governi, tra cui questo, con Meloni e Giorgetti, non sembra trovare una quadra. Ma non finisce qui, perché oltre alla crisi produttiva intervengono altri fattori. Primo, l’Unione Europea, che con l’obiettivo della neutralità carbonica ha costretto i produttori europei a puntare sull’elettrico e a adeguarsi alle norme europee. Peccato che i produttori europei non se ne sono mai occupati davvero, e adesso, se investono, investono negli Stati Uniti per una questione di mercato. Si aggiunge anche la Cina, che con i piani quinquennali ha ora il monopolio dei mezzi elettrici. Quindi, quale futuro per l’auto italiana e europea?