I nazisti entrano nel Collegio Rabbinico e sequestrano il registro con gli indirizzi delle famiglie. Al Fatebenefratelli, Prestifilippo e Prati perfezionano il piano del "Reparto K", reparto per isolare i malati di una fantomatica malattia contagiosa. Mentre Kappler organizza i rastrellamenti, i Calò rifiutano di rifugiarsi in ospedale.
I nazisti sigillano il ghetto e iniziano la deportazione. Pietro convince Silvia a nascondersi in ospedale, dove i rifugiati devono fingere l'infezione del "Morbo K" in vista di una imminente ispezione. Intanto, i Calò ricevono il biglietto di evacuazione ed Ester tenta un gesto disperato per salvare Marcolino.
Il regista e gli attori ci introducono una storia alquanto insolita, quella del fantomatico "Morbo K". Ma cosa sarà mai? "Siamo nel 1943 a Roma, durante il rastrellamento del ghetto degli ebrei da parte dei nazisti...". Parola ai protagonisti.
Raccontare e intepretare questa storia non è stato facile, così come ricreare visivamente quel momento storico: per tale motivo è stato cruciale che tutto il comportato tecnico e artistico quali, fotografia, scenografia e costumi lavorassero assieme. Le parole del regista Francesco Patierno e degli attori Giorgio Giacomo, Dharma Mangia Woods, Christoph Hulsen.
«Raccontare una storia molto triste ma all'interno di un clima divertente», è stato probabilmente uno degli ingredienti fondamentali nella riuscita di questo lavoro, a tratti corale. Il regista ha permesso di svolgere al meglio il lavoro agli attori con tanta tranquillità. Parola al regista e agli attori Flavio Furno e Max Malatesta.