Nell'ottica di esaltare e celebrare i valori e i principi più sani della provincia italiana, Federico Quaranta si reca nell'Altopiano della Sila, un'immensa e suggestiva area posta ad oltre 1000 metri di altitudine, nel cuore della Calabria.
Nell'ottica di esaltare e celebrare i valori e i principi più sani della provincia italiana, Federico Quaranta si reca nella Valle del fiume Platani e dei Monti Sicani, all'interno della Sicilia, un forziere ricco di fascino tra le province di Agrigento e Caltanissetta.
Nell'ottica di esaltare e celebrare i valori e i principi più sani della provincia italiana, Federico Quaranta, partendo dalla cima del Monte Subasio, ci porta in Umbria, una terra di spiritualità da sempre abitata da fedeli, pellegrini e soprattutto da eremiti.
Nell'ottica di esaltare e celebrare i valori e i principi più sani della provincia italiana, Federico Quaranta si reca ne l Cilento, un Parco Nazionale patrimonio dell'Unesco, in un percorso dai monti selvaggi di Roscigno al mare incantevole di Pisciotta.
Nell'ottica di esaltare e celebrare i valori più sani della provincia italiana, Federico Quaranta si reca in Puglia, sull'Altopiano delle Murge, a metà strada fra il Mar Ionio ed il Mar Adriatico, un suggestivo territorio fondato sulla civiltà della pietra.
Nell'ottica di esaltare e celebrare i valori e i principi più sani della provincia italiana, Federico Quaranta ci porta in Toscana, a Volterra e nella Val di Cecina, un territorio su cui la storia ha lasciato un segno molto marcato sin dal periodo etrusco.
Federico Quaranta percorre il Cammino nelle Terre Mutate, un progetto che unisce i borghi di diverse regioni colpite dal terremoto del 2016. Tra passaggi spettacolari e cumuli di macerie, si è rivelato fondamentale il ruolo delle donne nella rinascita di questo territorio.
Federico Quaranta parte da Pietrabbondante alla scoperta dell'Alto Molise, con la sua storia, i suoi boschi, i borghi ed i suoi prodotti artigianali tramandati da padre in figlio
Partendo dal lago di Posta Fibreno, Federico Quaranta percorre la Valle di Comino, in Ciociaria, verso il Parco Naturale dei Monti Simbruini, alla ricerca delle sorgenti dell'Aniene, un fiume importante che in passato ha alimentato i più grandi acquedotti dell'Antica Roma.
Federico Quaranta, accompagnato dal fedele Kumash, attraversa un angolo incantevole del Lazio, quel tratto della provincia di Rieti che dalle Valli del Cicolano conduce fino alle vette del Terminillo.
Federico Quaranta, accompagnato dal fedele Kumash, percorre l'alto Lazio alla ricerca delle testimonianze lasciate dagli Etruschi a Tuscania e Vulci, per poi raggiungere Marta, un incantevole borgo di pescatori sul lago di Bolsena.
Nell'ottica di esaltare e celebrare la provincia italiana, Federico Quaranta, accompagnato dal fedele Kumash, ci porta lungo la costa laziale tra Terracina, Sperlonga e Gaeta, alla ricerca di racconti, emozioni e storie del mare d'inverno.
Il viaggio de "Il Provinciale" attraversa la Basilicata, o, come veniva chiamata fino a non molti anni fa, la Lucania. Federico Quaranta cercherà di scoprire cosa è rimasto della "civiltà contadina", seguendo le tracce di una guida d'eccezione, Carlo Levi, che, negli anni Trenta del secolo scorso, durante la sua esperienza di confinato politico in un paese del materano, oltre a scrivere un libro fondamentale, Cristo si è fermato a Eboli, ha puntato i riflettori su quella storia che nessuno voleva vedere.
Federico Quaranta, sempre accompagnato dal fedele Kumash, ci porterà questa settimana in Toscana, sulle Alpi Apuane. Un territorio davvero unico, caratterizzato da una bellezza senza pari e da una storia densa di avvenimenti che hanno inciso profondamente sul nostro presente. Le Apuane sono conosciute per la bellezza dei propri marmi, per i profondi abissi e le grandi cavità del sottosuolo carsico, ma vale la pena di scoprire una strada che le attraversa per giungere fino a Modena, la Via Vandelli.
Federico Quaranta ci porta a scoprire la Barbagia, una zona segreta della Sardegna, in un percorso che parte dalla splendida Cala Luna, sul Golfo di Orosei, risalendo il Supramonte di Dorgali, alla scoperta di un paesaggio selvaggio, duro, inimitabile
Il viaggio de "Il Provinciale" continua lungo i sentieri che costeggiano la Costa d'Amalfi, sulle pendici dei Monti Lattari. Federico Quaranta, accompagnato dal fido Kumash, attraversa un territorio aspro e magnifico, in un contesto ricco di storie, personaggi e tradizioni. Partendo da Positano, meta di villeggiatura fin dai tempi degli Antichi Romani, Federico percorre il celebre e panoramicissimo Sentiero degli Dei che, attraverso incontri e storie sorprendenti, lo conduce fino ai terrazzamenti che sovrastano Furore, uno dei borghi più inviolabili della Costiera.
Con Federico Quaranta andremo a scovare tutte le anime della terza isola più grande d'Italia, che in molti definiscono "un piccolo continente" a sé stante. Si parte con una pesca notturna e le reti da recuperare con le prime luci del sole. Poi l'anima montanara: saliremo oltre i 1000 metri del Monte Capanne. La scoperta dell'anima verde e sentieristica sarà uno dei passaggi più sorprendenti, con l'aiuto degli asinelli che sono una delle icone "sostenibili" per scoprire l'Isola.
Federico Quaranta ci porta nel Matese, una terra antica, che dall'Alto Casertano si estende fino al Molise. E' una natura impervia, che ha sempre saputo ripagare la fatica degli abitanti con la grande ricchezza che essa custodisce: l'acqua.
In questi giorni di eruzione, Federico Quaranta sbarca in Sicilia, per scoprire il rapporto viscerale dei Siciliani con l'Etna: partendo dai borghi marinari, raggiungerà quello che è considerato il cuore, o il ventre dell'Etna, la Valle del Bove.4
Federico Quaranta ed il suo fedele Kumash si trovano nel cuore dell'Abruzzo, con un itinerario che da Campo Imperatore arriva a L'Aquila, una città che, in ossequio al suo nome e grazie al carattere forte e gentile dei suoi abitanti, non vuole smettere di volare.
La natura selvaggia e spettacolare dell'Aspromonte grecano fa da cornice al viaggio di Federico Quaranta, tra terre abbandonate dall'uomo e borghi fantasma dal fascino unico.
Federico Quaranta sbarca di nuovo in Sicilia, nella provincia di Trapani, alla scoperta delle numerose civiltà che hanno abitato l'isola. Partendo dall'area archeologica di Segesta, prosegue verso il mare, fino alla splendida isola di Favignana.
Federico Quaranta ci condurrà in Gallura: una terra che non assomiglia a nessun'altra. Una terrazza sul Mediterraneo che confina con il mare e col cielo, con le albe e con i tramonti. Un luogo dove i contrasti diventano armonie: montagne granitiche e mari luminosi, campagna brulla e fioriture dai mille colori, venti dolci e tremendi, cultura nuragica antichissima e vacanze di ultima generazione; vocazione pastorale e artigianato, banditi e poeti, silenzi e musica. Entreremo nel tessuto più autentico di questa terra: lo stazzo, la dimora dei contadini, che in Gallura ha scandito il tempo per secoli.
Per l'ultima puntata di questa stagione, Federico Quaranta esplorerà quella che è a tutti gli effetti una regione nella regione. A cominciare dal suo habitat, il Gargano offre infatti paesaggi che cambiano a distanza di pochi chilometri: dalla costa adriatica alla Foresta Umbra, dai bianchi borghi caratteristici di questa zona, ai canyon della valle di Pulsano.
Federico Quaranta torna a mettersi in cammino alla ricerca di luoghi, persone e valori della provincia italiana. Ad approfondire gli aspetti scientifici e le particolarità fisiche del territorio, gli interventi della naturalista Mia Canestrini.
Federico Quaranta prosegue il suo cammino alla ricerca di luoghi, persone e valori, attraverso le Langhe, nella provincia di Cuneo, in Piemonte, in una terra detta della "Malora", diventata, nel corso dei decenni, Patrimonio dell'Unesco.
La terza puntata de Il Provinciale inizia con un viaggio insolito, in un tratto del Veneto poco conosciuto ma ricco di storie affascinanti e paesaggi fiabeschi. Il cammino di Federico Quaranta inizia dalla cima del monte Nevegal, l'osservatorio migliore per cogliere la potente bellezza della Conca dell'Alpago, un luogo dove le Prealpi fanno una corona di monti a protezione del suggestivo lago di Santa Croce, dei borghi e delle campagne intorno.
Un "viaggio alle origini" nella Sicilia centrale, dove si nascondono le radici più antiche e profonde dell'isola. È dedicata a Enna e ai monti Erei la puntata de "Il Provinciale" condotta da Federico Quaranta, che prosegue il suo cammino per raccontare luoghi, persone e valori della provincia italiana.
Il Provinciale raggiunge il Salento, "tacco d'Italia" e avamposto del nostro Paese verso l'Oriente, uno scrigno prezioso di tesori storici, architettonici, antropologici e naturali. Il cammino di Federico Quaranta, con il fido "J"e di Mia Canestrini attraversa la penisola Salentina in un intreccio di antiche tradizioni, luoghi misteriosi, riti ancestrali e sorprendenti spettacoli della natura.
Camminando lungo il confine della storia, Federico Quaranta, accompagnato dal suo amico a quattro zampe J, viaggerà su quella che è una linea di confine che da sempre ha unito e diviso i popoli che l'hanno abitata. Il Carso triestino, una soglia, una vera e propria zona di frontiera. Tutto qui parla di pietre, a partire dal nome, che deriva da una parola indoeuropea, "kar", che significa "pietra", appunto.
Federico Quaranta, nella sua ricerca di luoghi, persone e valori della provincia italiana, prosegue il suo cammino nel cuore del Mediterraneo, a Pantelleria. Quando Gabriel Garcia Marquez vide Pantelleria per la prima volta disse che non esisteva posto migliore al mondo per immaginarsi il suolo lunare. E lunare sarà il cammino di Federico Quaranta in quest'isola, posta a 70 chilometri dalle coste africane e a 110 da quelle siciliane.
Federico Quaranta in compagnia del border collie J, nella puntata andrà alla ricerca della bellezza selvaggia della Valtellina. Dalla Val Gerola fino a Bormio, nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio, passando per il maggengo Frasnino di Tartano, raggiungibile attraverso il ponte tibetano più alto d'Europa, e facendo tappa a Sacco, Morbegno, Sondrio, Rodolo, Colorina, Castello dell'Acqua, Albosaggia e Montagna in Valtellina.
Federico Quaranta attraversa le Foreste Casentinesi, un territorio di boschi fittissimi a cavallo tra Emilia e Toscana. Il cammino si snoda tra foreste di faggi e di abeti, dal lago di Ridracoli, agli eremi di Camaldoli, fino al santuario de La Verna.
Il viaggio natalizio di Federico Quaranta non può che partire dalla città di Napoli e da una domanda: la creatività, la cultura napoletana e l'abilità di arrangiarsi e vivere senza rimandare al domani, quanto sono legate alla presenza del Vesuvio?
Calabria, lungo il bacino del fiume Crati, la cui valle scorre fra i massicci della Sila e del Pollino per poi aprirsi nella piana di Sibari. Da qui riprende il viaggio di Federico Quaranta alla scoperta della provincia italiana. Quest'area ha visto insediarsi, nel corso dei secoli, varie popolazioni: Greci, Romani, Bizantini, Saraceni e infine Albanesi.
Mediterraneo, pirati e cous cous. Il viaggio di Federico Quaranta nella provincia italiana si sposta in Sicilia, sulla penisola di San Vito Lo Capo (TP), sulle tracce dei pirati saraceni, antico terrore delle coste siciliane.
Un viaggio in Abruzzo, dalla costa adriatica dei trabucchi, che va da Vasto a Pescara, fino alla cima della Majella. Lo percorre Federico Quaranta nell'appuntamento con "Il Provinciale". La Majella rappresenta, per tutti gli abruzzesi, una montagna sacra: la montagna madre. Il suo stesso aspetto morfologico lo fa pensare, perché le numerosissime grotte hanno accolto nei secoli pastori ed eremiti, primo tra tutti il futuro papa Celestino V, che tra questi boschi ha trovato spesso rifugio.
Il viaggio di Federico Quaranta e del fido border collie J, con la partecipazione di Mia Canestrini, tocca oggi la provincia laziale con un viaggio a ritroso dal Monte Soratte a Mazzano Romano, passando per Calcata e l'Agro Falisco.
Federico Quaranta parte da Pistoia, alla ricerca di storie e paesaggi dell'Appennino Tosco-Emiliano, a bordo del Porrettana Express, il trenino storico che dal 1864 unisce Pistoia a Porretta Terme, appena al di là del confine con l'Emilia-Romagna. Un viaggio ricco di fermate suggestive: l Deposito Rotabili di Pistoia, dove sono custodite locomotive e carrozze di diverse epoche, l'antica ghiacciaia della Madonnina a le Piastre, il mulino ad acqua di Orsigna, con i ponti di legno progettati da Leonardo da Vinci, l'Oasi Dynamo, un'area naturale di oltre mille ettari dove le vacche vivono sui pascoli allo stato brado.
Il viaggio di Federico Quaranta prosegue nell'area della Puglia fra il Mar Ionio e il Mar Adriatico, posta fra Ceglie Messapica ed Ostuni, terra di popoli antichi, masserie ed uliveti, grotte e doline. Ma anche terra del "buen retiro", scelta da uomini e donne che hanno deciso di vivere un "secondo tempo" della propria vita in questo territorio. Fra questi Cesare Fiorio, uomo del profondo nord e leggendario manager sportivo e Nikki Taylor, giornalista e scrittrice australiana.
Il viaggio de "Il Provinciale" prosegue lungo le Valli Valdesi. Federico Quaranta e il fido J raccontano un tratto dell'arco alpino piemontese al confine con la Francia che ha accolto la storia di una piccola comunità, quella valdese, nata nell'XI secolo per mano di Valdo, un ricco commerciante di Lione che scelse di seguire e predicare il Vangelo in assoluta povertà, spogliandosi di ogni bene materiale per poi venire scomunicato, insieme a tutti i suoi seguaci, nonostante il suo messaggio avesse enormi affinità con quello francescano.
Il Provinciale parte dal ramo del Lago di Como che appartiene al comune di Lecco, per arrivare alle cime del Resegone. Le parole di Manzoni guidano il cammino di Federico Quaranta alla scoperta dei luoghi e dei personaggi de "I Promessi Sposi".
Il viaggio de "Il Provinciale" prosegue in Val di Fiemme, una delle più importanti ed estese valli dolomitiche. I suoi boschi, coltivati in modo rispettoso da secoli, rappresentano un'importante fonte di sussistenza per la popolazione locale.
Federico Quaranta è in Romagna. Dalle cime innevate dell'appennino riminese alle spiagge della riviera. Un cammino che parte dai versi di Tonino Guerra e si conclude con le strofe di Raul Casadei; due personalità, due artisti diversi tra loro che in comune avevano l'amore profondo per la propria terra e un'incrollabile fede in un valore spesso sottovalutato: la "leggerezza".
Il viaggio de "Il Provinciale" si sposta sulle Alpi Centrali, alla scoperta del Parco Nazionale della Val Grande, l'area selvaggia più estesa d'Italia, un luogo incantato, dove perfino la pietra è capace di raccontare la bellezza.
Il territorio del Montefeltro, nelle Marche, nella zona compresa nella provincia di Pesaro-Urbino, lo attraversa Federico Quaranta ne "Il Provinciale". A partire dalla costa adriatica, fino alla cima del Montenerone, si va alla ricerca della "Città ideale". È proprio in questa zona infatti che, durante il Rinascimento, il duca Federico da Montefeltro ha progettato modelli di città che prendevano ispirazione dal pensiero classico.
Federico Quaranta conduce gli spettatori alla scoperta delle Isole Tremiti, un tempo chiamate isole Diomedee, dal nome dell'eroe omerico, compagno di Ulisse nella guerra di Troia. Proprio Diomede potrebbe essere considerato il primo "confinato" della storia di questo arcipelago: venne esiliato su queste falesie per aver ferito la Dea Afrodite in uno scontro con Enea, nemico giurato di Diomede.
Federico Quaranta ci porta in Alto Adige, alla scoperta della ladina Val Badia. Il suo fascino è molto legato anche alle opere dell'uomo: arte, civiltà contadina, gastronomia e artigianato sono i pilastri di una cultura antica, educata e sostenibile.
Puntata di Pasqua dedicata alla rinascita. Federico Quaranta compie un viaggio da Sud a Nord della nostra penisola per raccontare storie di rinnovamento e di speranza e per mostrare la forza del cambiamento del nostro Paese.
Federico Quaranta ci porta in Sabina, nella provincia di Rieti, tra il corso del Tevere e la via Salaria, laddove il paesaggio è rimasto immutato nei secoli tra borghi, castelli, eremi, foreste e torrenti.
Il cammino di Federico Quaranta inizia dal Lago di Garda e poi, scavallando il monte Baldo, raggiunge un'altra area della provincia di Verona: il Parco Naturale Regionale della Lessinia, che si estende fino al confine con il Trentino Alto Adige.
Federico Quaranta attraversa la Val di Noto, in provincia di Siracusa, alla ricerca di tracce delle civiltà del passato: un percorso che lo porterà nel Parco Archeologico di Neapolis, a Buscemi e terminerà sulla costa, nella Riserva di Vendicari. Conduce Federico Quaranta.
Un viaggio nella Valle Po, valle cuneese che prende il nome dal fiume più grande e importante d'Italia, vittima quest'estate di una drammatica siccità e quindi spunto per ragionare sui cambiamenti climatici. Domenica 16 ottobre, alle 14 su Rai 2, il cammino di Federico Quaranta e Mia Canestrini parte dal Monviso, detto anche Il Re di Pietra o Viso, come lo chiamavano gli occitani prima e i piemontesi poi. La radice latina Mons Visus vuol dire monte visibile e di fatto non esiste valle dalla quale non si scorga il suo profilo.
Alla fine dell'estate le mandrie scendono dagli alpeggi per fare ritorno ai ricoveri a valle. Un rito che si ripete immutato da millenni tra le comunità montane e che nella Val di Cogne, in Valle d'Aosta, prende il nome di "Devétéya". È la prossima tappa del viaggio de "Il Provinciale", che si sposta nel Parco del Gran Paradiso per raccontare le antiche tradizioni della civiltà rurale di montagna. Federico Quaranta parte dai pascoli sulle alture di Cogne, dove gli armenti vengono agghindati di nastri e fiori prima di iniziare la loro discesa stagionale verso il prato di Sant'Orso, nel fondovalle.
Le colline della Basilicata degradanti verso le pianure alluvionali joniche sono al centro di "Il Provinciale". Si tratta di un'area per la maggior parte appartenente alla provincia di Matera, con i suoi corsi d'acqua Sinni, Agri e Basento. È qui che da sempre si osserva il transito delle mandrie podoliche transumanti, in un eterno "pendolo" che vede animali e uomini spostarsi verso le alture in estate e verso la piana metapontina in inverno.
Dalla provincia di Rovigo fino alle isole di Venezia. Questo l'itinerario de "Il provinciale". Lo scopo è capire come due zone lagunari, a distanza di pochi chilometri l'una dall'altra, abbiano nei secoli avuto destini tanto dissimili. In Polesine, sul Delta del Po, dove l'acqua del fiume e quella del mar Adriatico si incontrano in un confine senza orizzonte, donne e uomini raccontano come questo territorio abbia trasformato e si sia lasciato trasformare da chi lo ha abitato.
Un viaggio ligure, dai monti al mare, passando dal cuore di una città "verticale": Genova. Eccezionalmente, il Provinciale, in questa puntata, con contenuti extra, non racconterà un territorio sconosciuto immerso in una natura selvaggia ma una città: "Zena" la Superba. Federico Quaranta, nella sua città natia, partirà dalle alture dei 16 forti genovesi, posti sulle alture alle spalle della città, per poi raggiungere il mare, attraversando le "creuze", le stradine scoscese, magnificamente cantate da Fabrizio De André.
Dalla Gravina Grande di Castellaneta fino alla foce del fiume Lato, nel golfo di Taranto. È l'itinerario seguito da Federico Quaranta nella puntata de "Il Provinciale". Un viaggio per raccontare la Murgia Tarantina, un territorio caratterizzato dalle gravine, profonde spaccature del terreno che interrompono bruscamente la pianura agricola e nascondono nel sottosuolo il corso di fiumi carsici.
Protagonista del viaggio di questa settimana de " Il Provinciale", è il monte Amiata, diviso tra due province, quella di Siena e di Grosseto e tre regioni Toscana, Umbria e Lazio. Un unicum geografico, che, proprio per la sua forma e possenza, ricorda il Fuji, l'iconica montagna giapponese. Federico Quaranta raggiunge una delle vette del massiccio montuoso che è il Monte Labbro, nel cuore della Riserva Naturale e del Parco Faunistico dell'Amiata, attraversa boschi, sentieri e faggete, superando colline e scendendo nelle gallerie delle antiche miniere di mercurio amantino, in un viaggio che ha veramente del mistico.
Il Provinciale sbarca in Sardegna per raccontare la Gallura attraverso gli stazzi, le tipiche case dei pastori di un tempo. Tappa ad Aggius, Tempio Pausania e visita all'isola di Tavolara, il "regno più piccolo del mondo". Conduce Federico Quaranta.
In questa puntata visitiamo il Veneto, dall' Altopiano di Asiago fino alle cime di Monte Pasubio, seguendo i tracciati e le storie dell - a Grande Guerra. Raggiungeremo i luoghi in cui si è combattuto più aspramente per provare a dare voce a tutti gli uomini inghiottiti dalla storia che furono costretti a seguire il cieco destino della battaglia. Conduce Federico Quaranta.
Dalla cima del monte Taburno, il cui profilo ricorda quello di una donna "dormiente", fino all'eremo di San Michele, il Sannio beneventano è al centro del nuovo appuntamento con "Il Provinciale". È un viaggio mistico, legato alla leggenda delle streghe che nel beneventano sono sempre state chiamate "Janare". La radice del nome deriva da "janua" che vuol dire porta - si racconta, infatti, che passassero sotto gli stipiti - o da "dianara" che sta per "seguaci di Diana", dea della caccia, della luna e della natura.
Da Anversa degli Abruzzi a Scanno, passando da Castrovalva, Villalago e dal suggestivo borgo abbandonato di Frattura Vecchia. Si svolge lungo la suggestiva Valle del Sagittario l'itinerario di Federico Quaranta che va alla scoperta dei Monti Marsicani. Luoghi che hanno ispirato grandi scrittori abruzzesi, come il pescarese Gabriele D'Annunzio, che vi ha ambientato l'opera teatrale "La fiaccola sotto il moggio", e soprattutto Ignazio Silone, autore del capolavoro "Fontamara", nel quale racconta le disillusioni dei "cafoni", contadini condannati a vivere nella miseria e nell'ingiustizia.
Federico Quaranta attraversa la catena della Mainarde, un selvaggio massiccio appenninico che funge da spartiacque fra Marsica, Ciociaria e provincia d'Isernia all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Luoghi decisamente fuori dalle rotte tradizionali, dove la natura incontaminata e l'asprezza del territorio hanno, in un contesto dominato dal silenzio, ispirato artisti, letterati ed eremiti di ogni epoca.
In Sardegna, alla scoperta delle origini della civiltà nuragica, che ancora resiste nel carattere e nell'antropologia del popolo di questa regione. Parte da Su Nuraxi a Barumini, in uno dei siti archeologici più importanti dell'isola, il viaggio di Federico Quaranta. L'itinerario prosegue verso le grotte chiamate Domus de Janas, apparentemente naturali, ma che in realtà sono state scavate dall'uomo per la sepoltura. Il loro utilizzo, però, nel corso dei secoli è mutato, diventando ricovero per gli animali e ancora nascondiglio per banditi.
È stata ribattezzata "la città che muore", ma Civita di Bagnoregio si mostra più viva che mai. A dispetto dei suoi diciassette residenti, è visitata ogni giorno da migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. E il suo segreto sta proprio nella sua fragilità, al centro della Valle dei Calanchi, in bilico su una rupe di tufo in progressivo disfacimento. Inizia da qui il viaggio in Tuscia di Federico Quaranta.
Tra sentieri antichi, in direzione Modena: è l'itinerario de "Il Provinciale". Dal castello di Montecuccolo a Pavullo nel Frignano, lungo il tragitto della settecentesca via Vandelli, tra acetaie, santuari, osterie, mercati, fino all'arrivo in città, scandito da incontri con personaggi iconici, come Beppe Carletti, fondatore dei Nomadi, nell'anno in cui la storica band festeggia i 60 anni di produzione artistica. A rendere il viaggio unico, i Modena City Ramblers, e le maschere vernacolari della commedia dell'arte modenese.
Il viaggio di Federico Quaranta ci porta in Umbria per ripercorrere la storia di una donna Chiara di Assisi che a soli 18 anni scappa dalla sua casa e da una famiglia nobile e influente per consacrarsi alla povertà e alla fede. Passeremo in rassegna i luoghi che hanno ospitato una vita densa di valori che hanno un grande impatto contemporaneo. Parliamo di disobbedienza: Chiara sembra suggerire a tutti di non esitare a dire di no al sistema quando si rischia di mortificare le proprie aspirazioni.
La vicenda di un prete che nello scorso secolo rivoluzionò un pezzo della Toscana, e non solo: don Lorenzo Milani. La racconta – attraversando il Mugello, a cento anni dalla nascita – "Il Provinciale". Federico Quaranta percorre un cammino che dalla Chiesa di San Donato a Calenzano - dove don Milani, giovanissimo, aprì una prima scuola serale per ragazzi che di giorno lavoravano nelle fabbriche tessili di Prato - lo porta fino a Barbiana, una canonica isolata sulle colline del Mugello dove il prete mise in atto la sua rivoluzione.
Federico Quaranta, con il fedele Raheem, va alla scoperta di Livorno e della sua anima multiculturale, spingendosi fino a Rosignano Marittimo e alle sue celebri spiagge bianche, legate alla storia dello sviluppo industriale dell'area. Dall'area marina protetta delle Secche della Meloria dove svetta la celebre torre, monumento simbolo dei livornesi, si arriva in barca nel centro cittadino attraverso il dedalo dei tanti fossi che ricordano i canali veneziani.
La vicenda umana e artistica di Rosa Balistreri, cantastorie nata a Licata e vissuta a Firenze, al centro de "Il Provinciale". La voce intensa e dirompente di Balistreri cantava il dolore e la fatica delle classi sociali più umili vibrando tra le pietre del Teatro Andromeda, a Santo Stefano Quisquina e lungo le pendici del Monte Cammarata, nell'agrigentino. Un'eredità raccolta da altri artisti che a lei si sono ispirati e che con lei hanno condiviso anche un pezzo di esistenza.
In questa puntata andiamo alla scoperta del territorio reatino. È dalle alture innevate del Terminillo che prende inizio il viaggio di Federico Quaranta, scendendo poi verso la Piana di Rieti, conosciuta come Valle Santa, per la presenza di quattro santuari legati alla vita di San Francesco. Il viaggio di Federico si sposta infine verso la valle, nel paese di Poggio Bustone, che ottant'anni fa, il 5 marzo 1943, ha dato i natali a uno dei più grandi interpreti della storia musicale italiana: Lucio Battisti.
È la Grecìa salentina la meta de "Il Provinciale". Si tratta di dodici paesi nella provincia di Lecce dove una minoranza etnico-linguistica è rimasta viva oggi ancora oggi. Federico Quaranta va alla ricerca della cultura grika, cercando di capire da dove nasca e quali siano i suoi tratti identitari. "La gente cu doi lingua", dicevano in maniera dispregiativa i paesi che non facevano parte di questa minoranza linguistica.
Federico Quaranta attraversa la Val Senales in Alto Adige, con le sue vette alpine, i boschi, i villaggi, gli antichi masi, i pascoli incontaminati, la sua gente e sua maestà il Ghiacciaio del Giogo Alto, che sfiora il cielo superando i 3000 metri. Misteriosa e affascinante la Val Senales è sempre stata terra di confine e quindi di passaggi, scambi, spostamenti di uomini e animali, nonostante la sua natura aspra e impervia.
Un viaggio a tappe, nelle piccole e grandi storie di provincia, uno scrigno prezioso da custodire e valorizzare ogni giorno. Nel fine settimana di Pasqua, Federico Quaranta e Mia Canestrini fanno rivivere i luoghi ed i valori portanti della provincia italiana, da nord a sud: la fede, la cultura, l'arte, la musica, il territorio e tutta una serie di storie, comprese quelle di piccoli eroi quotidiani, nei teatri naturalistici più suggestivi della penisola.
Dagli insediamenti paleolitici agli Etruschi, dai Romani ai Bizantini, fino alle famiglie di antica nobiltà che hanno fatto della Tuscia viterbese, grazie a castelli e fastose vile rinascimentali, un territorio consacrato alla bellezza. Prende inizio dalla "faggeta vetusta" del Monte Cimino il viaggio nell'Etruria meridionale di Federico Quaranta, una foresta "impervia e spaventosa, dove nessuno osa addentarsi", secondo le testimonianze dello storico romano Tito Livio.
Il Provinciale attraversa l'Umbria cercando di comprendere come si siano definiti, nel corso dei secoli, i colori del suo inconfondibile paesaggio. Un percorso tematico volto a scoprire quale fosse il paesaggio primordiale di questa regione. Infatti, si è abituati a immaginare l'Umbria come terra di colline coltivate a ulivi e viti, ma in origine, le sue vaste valli circondate da alture erano tutte paludose. L'unico ambiente umido rimasto immutato sono le Paludi di Colfiorito, nella zona di Foligno. Da questo paesaggio primordiale si sono poi declinate diverse altre forme di paesaggio.
Il Provinciale ci porta in Irpinia, una terra affascinante, misteriosa e fiera. Il viaggio di Federico Quaranta parte dai Monti del Partenio per portarci a scoprire l'Abbazia di Montevergine, dove si venera la Madonnina Nera, patrona degli ultimi e dei diversi.
Federico Quaranta va alla scoperta di storie profondamente radicate nel passato di un territorio, ma al tempo stesso capaci di fornire una bussola alla complessità del presente. A orientare il viaggio sono dunque le leggende, le fiabe e i racconti che forgiano l'anima più autentica di una terra, la sua identità. La prima puntata esplora il cuore della Sardegna ancestrale e magica, alla ricerca di miti forgiati in epoche remotissime e di antiche tradizioni giunte fino a noi.
Quello de "Il Provinciale" non è stato solamente un racconto di territorio, ma una vera e propria scoperta delle origini della nostra cultura; una cultura che molto spesso non passa neppure nei libri di testo ma che determina il carattere, la lingua, l'antropologia di una regione. Fuori dalla bolla delle grandi città e delle metropoli, l'Italia è una Nazione "provinciale" per definizione, perché proprio nella molteplicità dei suoi dialetti, delle sue tradizioni, del suo patrimonio di leggende, riti e tradizioni popolari che si è formato, edificato lo spirito nazionale.
Destinazione Basilicata per la seconda puntata de "Il Provinciale". Una terra speciale, magica e ancestrale, la cui bellezza è rimasta per troppo tempo esclusa dalle mete di viaggio più frequentate. Il cammino di Federico Quaranta inizia da un libro di fiabe del 1600, "Il Racconto dei Racconti", in cui l'autore Giambattista Basile, ispirato dal territorio lucano, raccoglie e traduce numerosi racconti popolari.
Quello de "Il Provinciale" non è stato solamente un racconto di territorio, ma una vera e propria scoperta delle origini della nostra cultura; una cultura che molto spesso non passa neppure nei libri di testo ma che determina il carattere, la lingua, l'antropologia di una regione. Fuori dalla bolla delle grandi città e delle metropoli, l'Italia è una Nazione "provinciale" per definizione, perché proprio nella molteplicità dei suoi dialetti, delle sue tradizioni, del suo patrimonio di leggende, riti e tradizioni popolari che si è formato, edificato lo spirito nazionale.
Terzo e ultimo appuntamento per questa prima stagione de "Il Provinciale. Il Racconto dei Racconti", attraverso la provincia di Lecce, il Salento: Federico Quaranta va alla ricerca delle origini e della storia del tarantismo, un fenomeno che proprio in questo angolo di Puglia maggiormente si è sviluppato, divenendo una chiave d'accesso per comprendere le radici più profonde di un popolo che ha sempre vissuto di agricoltura.
Quello de "Il Provinciale" non è stato solamente un racconto di territorio, ma una vera e propria scoperta delle origini della nostra cultura; una cultura che molto spesso non passa neppure nei libri di testo, ma che determina il carattere, la lingua, l'antropologia di una regione. Fuori dalla bolla delle grandi città e delle metropoli, l'Italia è una Nazione "provinciale" per definizione, perché proprio nella molteplicità dei suoi dialetti, delle sue tradizioni, del suo patrimonio di leggende, riti e tradizioni popolari che si è formato, edificato lo spirito nazionale.
In questa puntata tappa a a Genova, per narrare la storia di ragazzi che, partendo dalla loro città, si sono messi in testa di "leggere" il mondo, e perfino di cambiarlo. La storia di artisti che, a volte, con le loro parole, e con la loro musica, ci sono riusciti davvero. Genova con migliaia di storie quanti sono i suoi vicoli e ritornelli indimenticabili quanti sono i suoi picchi di luce. Da Boccadasse al Cimitero Monumentale di Staglieno, dai vicoli del centro storico ai palazzi dei Rolli, dal Galata Museo del Mare ai sentieri dell'Anello dei forti, si verrà guidati dai versi delle canzoni.
Il Tevere è un fiume che nasce in provincia, sull'Appennino tosco-romagnolo, e resta provinciale fino alla foce, nelle acque del Tirreno, nonostante attraversi la Capitale d'Italia. È quello che Federico Quaranta, in compagnia di Angela Rafanelli, racconta nella puntata, nel corso del suo viaggio lungo il "fiume sacro ai destini di Roma".
Il viaggio de "Il Provinciale - il racconto dei racconti", parte dal cratere del Vesuvio, attraversa Ercolano e Oplonti, per poi raggiungere Napoli navigando tra le acque del suo golfo fino a spingersi nella pancia anche notturna della città. Il cammino prosegue verso i Campi Flegrei e si conclude sott'acqua, tra i misteri della città sommersa di Baia. Come si fa a vivere sopra ad uno dei vulcani più pericolosi al mondo?
Come mai l'Umbria, nei secoli passati, fu terra di cambiamenti di vita stravolgenti? Nell'ultima puntata di stagione di "Il Provinciale - Il Racconto dei Racconti", Federico Quaranta e Angela Rafanelli cercano di comprendere perché questa regione ha avuto il più alto numero di esperienze eremitiche e monastiche. In compagnia di Angelo Branduardi, Ascanio Celestini e Ambrogio Sparagna, in un viaggio "nel mezzo della vita" di uomini e donne che hanno deciso di cambiare completamente la propria esistenza: da San Francesco a Santa Chiara, da San Benedetto da Norcia a Santa Rita da Cascia.
Il viaggio di Federico Quaranta sulle orme di San Francesco parte dal Santuario della Verna, luogo tanto amato da San Francesco, raggiunto per la prima volta sul dorso di un asino nel 1213. Qui, tra silenziose rupi e boschi selvaggi, ci si interroga sul ruolo dell'uomo nell'universo. A cercare di rispondere a questa antica domanda, il fisico astronomico Gianluca Masi. Mentre con il naturalista Andrea Boscherini viaggio alla scoperta della bellezza e dei segreti delle foreste casentinesi, tra i cui abeti e faggi sorge il Santuario toscano.
Federico Quaranta raggiunge Gubbio per narrare la celebre storia di San Francesco e il lupo, episodio simbolo del suo lascito. Insieme al teologo Pietro Maranesi si parla di come sia stato proprio tra queste mura medievali che Francesco domò il feroce predatore con parole di pace, trasformandolo in "fratello lupo" e instaurando un patto di convivenza tra uomo e natura. Mentre lo zoologo Pietro Genovesi, approfondisce la figura del lupo confrontando gli istinti lupeschi con l'empatia ecologica del Santo.
Il viaggio di Federico Quaranta fa tappa nella bellezza di Assisi, cuore spirituale di San Francesco, esplorando l'arte ispirata al Cantico delle Creature. Tra chiese e vicoli, Assisi diventa un libro aperto della poetica francescana. La restauratrice della Basilica di San Francesco, Sara Panzino, racconta i segreti dei recenti interventi che hanno ridato vita al Francesco del Cimabue, mentre il critico d'arte, Costantino D'Orazio, svela l'impatto visivo del Cantico nel ciclo di affreschi giotteschi. Infine, l'urbanista Paolo Belardi, racconta come l'urbanistica di Assisi rifletta l'armonia della natura, tanto amata dal Santo.
Assisi diventa scenario di un viaggio musicale nel cuore del messaggio di San Francesco, per il quale la musica era preghiera viva, il mezzo ideale per esprimere la sua spiritualità. Al centro del racconto di Federico Quaranta il testo del Cantico delle Creature, scritto dal Santo umbro come forma di preghiera e comunicazione mistica, in cui si fondevano natura, spirito e lodi divine. Ad approfondire questo viaggio saranno Patrizia Bovi, musicista specializzata nella musica medioevale, e il Frate Alessandro Brustenghi che recita una sua particolare versione del Cantico.
Federico Quaranta fa tappa a Spoleto città che ospita un'intensa riflessione sugli "ultimi" e la povertà evangelica di San Francesco. Qui, tra il santuario di Monte Luco e il Duomo spoletino, emerge il messaggio del Santo: spogliarsi del superfluo come via di autentica santità. L'attore romano Mirko Frezza, dal passato complesso, racconta la sua redenzione personale avvenuta attraverso il teatro e le parole del Santo. Mentre il regista teatrale, Giorgio Flamini, da anni impegnato in spettacoli svolti nelle carceri, racconta come cultura e arte portino luce e fratellanza tra i detenuti.
La guerra e la vita di trincea sul Monte San Michele durante il primo conflitto Mondiale contrapposta alla bellezza e al silenzio della natura nella Riserva Naturale Regionale della Foce dell'Isonzo, il fiume della memoria. Da qui inizia il viaggio di Federico Quaranta in Friuli Venezia Giulia, sul Carso, per raccontare un territorio dove si cammina lungo il confine della storia.
Sul Carso i confini sono stati ridefiniti molte volte nel corso della storia. Hanno diviso, accolto, plasmato identità, lingue e culture creando una trama infinita di memorie spesso dolorose. Dalla foiba di Basovizza, simbolo di tutte le foibe, alla Val Rosandra Federico Quaranta esplora con l'aiuto di uno storico e di un antropologo il tema del confine.
Terra di confine, il Carso è da sempre un crocevia di popoli, culture e tradizioni diverse. Convivenza e identità sono le due facce della stessa medaglia. Nel campo profughi di Padriciano Federico Quaranta ricorda l'esodo giuliano dalmata con lo scrittore Diego Zandel, mentre a Monrupino incontra il giornalista Nicolò Giraldi per raccontare quanto il confine sia una risorsa, un punto d'incontro più che un limite.
Il mare con la sua immensità supera il concetto di confine per aprirsi verso l'altro e l'altrove. Federico Quaranta alla fine del suo viaggio arriva a Trieste, la città mitteleuropea per definizione, dove incontra lo scrittore Pietro Spirito e i velisti Furio e Marta Benussi per raccontare storie di partenze, ritorni e orizzonti infiniti.
Camminare appartiene all'uomo da sempre: è un gesto primordiale, tenace, capace di riconnettere ciò che la vita spesso divide. Sul tratto pugliese dell'Appia antica, la strada che Roma tracciò come spina dorsale dell'impero, torneremo a muoverci come facevano i viandanti, i mercanti, i soldati e i pellegrini. Federico Quaranta riparte ancora una volta dalla sua amata Puglia, da Gravina, sulle orme della "Regina Viarum", la madre di tutte le strade, e lo farà a piedi.
Palagianello, detto il paese del folclore e degli artisti, lungo il tracciato dell'Appia; un territorio e le sue radici possono innescare l'arte? È questa la domanda che muove Federico in questa puntata dedicata alla ricerca incessante delle nostre origini. Il territorio è sempre la Puglia, nel dettaglio della Murgia Tarantina, la direzione è la strada verso il mare sulle note di storie fantastiche e melodie arcaiche.
Gravina Grande di Castellaneta; ha un portamento superbo e lo sguardo rivolto a est, indica la rotta verso oriente alla regina delle strade: sempre lei, l'Appia Antica. Passo dopo passo e di gravina in gravina, seguendo il tracciato della strada sepolta, Federico Quaranta giunge a Castellaneta; l'Appia si affianca alle voragini, non si rivela ma procede con esse, indica il percorso, per chilometri; bisogna tenere il passo.
Taranto sembra gelosa della sua bellezza, spesso la nasconde, o la manifesta per contrasto: da una parte il mare, anzi, i due mari, dall'altra le gravine a precipizio; una città antica e moderna, rurale e industriale, luminosa e ombrosa; e se proprio deve farlo, preferisce raccontare la sua storia attraverso l'acqua. Taranto è il luogo dove l'Appia incontra finalmente il mare, lo Ionio; il profumo della salsedine e il vento della storia muovono i passi di Federico verso la fine del viaggio.
E finalmente la meta, la porta verso oriente! Passo dopo passo, la Regina di tutte le strade finisce qui, tra due colonne che si ergono come guardiani sul porto e reggono il peso della storia e la fatica dei camminatori di ogni tempo da 2.300 anni. Qui la terra si spezza e comincia il mare. Finalmente i nostri pensieri si fanno leggeri; consapevoli di aver camminato nel tempo seguendo il tracciato della Via Appia che in fondo non finisce o almeno non vuole finire. Il Vento è buono. Il viaggio di Federico continua.