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All Seasons

Season 1

  • S01E01 Perché in Europa non si costruiscono grattacieli?

    • November 10, 2025

    Perché in Europa si costruiscono pochi grattacieli? Mentre città come New York, Dubai o Shanghai puntano sempre più in alto, l’Europa resta sorprendentemente orizzontale. In questo video scopriamo le origini del grattacielo e capiamo perché le città europee non sono cresciute in verticale come invece è accaduto in molte metropoli americane e asiatiche. Dal grande incendio di Chicago del 1871, da cui risorge una città nuova, alla ricostruzione europea del dopoguerra, passando per la “brusselization” e arriviamo ad analizzare le città europee che oggi si proiettano verso l’alto. In particolare Londra, Parigi, Francoforte, Mosca e Istanbul, in cui i grattacieli convivono con secoli di storia senza cancellarla.

  • S01E02 Europa senza grattacieli? Ecco perché

    • November 10, 2025

    Perché in Europa ci sono così pochi grattacieli? Non è solo una questione estetica: è una storia di guerre, ricostruzioni e identità. I primi grattacieli nascono a Chicago a fine ’800. Acciaio, ascensori e speculazione edilizia spingono le città statunitensi in verticale. In Europa invece i centri storici erano già densi e preziosi. Questo assetto si è mantenuto anche con le ricostruzioni dopo la II guerra mondiale. Negli ultimi decenni qualcosa sta cambiando: Londra, Francoforte e Milano stanno crescendo in verticale per competere, usare meno suolo e rigenerare interi quartieri. Cosa succederà in futuro?

  • S01E03 Bruxelles ha fallito come città

    • November 11, 2025

    “Brusselization” è un termine che indica una crescita urbana disordinata e senza regole. La vicenda si svolge a Bruxelles, alla fine degli anni ’50, quando la città demolì numerosi edifici storici per prepararsi all’Esposizione Universale del 1958. Ne risultò una trasformazione fallimentare, che riempì il centro della città di edifici grigi e anonimi. Un colpo da cui Bruxelles non si è mai del tutto ripresa. Questo episodio ha insegnato a tutta l’Europa quali sono i rischi di una modernizzazione priva di visione e di qualità. #bruxellisation #Bruxelles #urbanistica #rigenerazioneurbana #patrimonio #spazipubblici #mobilità #architettura #città

  • S01E04 Il primo grattacielo della storia non è di New York

    • November 12, 2025

    Nel 1871 un terribile incendio divampato da una stalla devastò la città, costruita quasi interamente in legno. Dalle macerie prese forma un’idea rivoluzionaria, resa possibile dalle più recenti tecnologiche: ricostruire in verticale. Nel 1885 William Le Baron Jenney progettò l’Home Insurance Building: 42 metri d’altezza, scheletro metallico con protezioni antincendio il primo uso moderno dell’ascensore. Da allora il grattacielo è diventato simbolo di potere, ricchezza e identità urbana. Un’idea ambiziosa, a tratti folle, destinata a cambiare per sempre il volto delle città di tutto il mondo. #Chicago #grattacielo #architettura #urbanistica #storiadellarchitettura #cittàmoderna #designurbano #spazipubblici #città

  • S01E05 La Disneyland nascosta di Milano (si chiama San Felice)

    • November 12, 2025

    Il quartiere di Milano San Felice sembra uscito dalla creatività di Walt Disney: un’armonia di forme e spazi che sfiora l’irreale, eppure è realtà. In questo video raccontiamo la nascita di San Felice, quartiere-giardino concepito alla fine degli anni ’60 da Giorgio Pedroni, ingegnere, e da due eccezionali architetti: Luigi Caccia Dominioni e Vico Magistretti. Un esperimento capace di trasformare l’abitare e di fare del progetto un racconto. Alberi, percorsi pedonali e facciate compongono una scenografia pensata per sorprendere e affascinare. San Felice diventa così uno dei primi casi italiani di storytelling urbano: un luogo che diventa un brand, dove gli spazi si modellano sull’esperienza di chi li vive.

  • S01E06 Milano San Felice: il quartiere che sembra un set

    • November 13, 2025

    Un quartiere così perfetto da sembrare un set Disney. Non è solo fantasia: esiste davvero ed è a Milano. Viali curvi, prati verdissimi e torri eleganti immerse nel silenzio: non siamo in Florida, ma a San Felice. Qui il rumore delle auto svanisce nel fruscio delle foglie. Alla fine degli anni ’60 gli architetti Vico Magistretti e Luigi Caccia Dominioni lo progettarono come un esperimento radicale di vita urbana: un’idea che ha trasformato il modo di abitare, anticipando di decenni le città del futuro. Conoscevi Milano San Felice? #SanFelice #milano #QuartiereGiardino #magistretti #CacciaDominioni #architettura #urbanistica #designurbano #gardencity #ArchitetturaItaliana #LuoghiDiMilano #Segrate

  • S01E07 Non l’ha creata Walt Disney. Eppure, è una città di favola

    • November 14, 2025

    Questa è stata una delle prime pubblicità per promuovere Milano San Felice. Un quartiere che prometteva non solo case nuove ma un cambiamento dello stile di vita. L’innovazione però riguardò tanto il progetto quanto la sua comunicazione. Slogan e cartelloni pubblicitari contribuivano a creare un immaginario preciso, il primo vero caso di marketing immobiliare in Italia. E non è un caso se il claim più famoso recitava: “Non l’ha creata Walt Disney. Eppure, è una città di favola.” #milano #sanfelice #architettura #urbanistica #cittàdelfuturo #comunicazione #designurbano #marketingimmobiliare

  • S01E08 Perché Barcellona è costruita a quadrati?

    • November 14, 2025

    Barcellona sembra disegnata con un righello: una scacchiera perfetta di isolati regolari. In questo video scopriamo l’origine dell’Eixample, il grande piano ottocentesco ideato da Ildefons Cerdà che trasforma Barcellona da città medioevale chiusa nelle mura a modello di urbanistica moderna. Strade regolari, angoli smussati, viali luminosi: ogni elemento è progettato per migliorare la vita quotidiana e dare forma a una nuova idea di spazio pubblico. Nel tempo questa maglia si trasforma nelle “superilles”, i superblocchi che rallentano il traffico, riportano alberi e spazi condivisi e creano nuove relazioni tra gli abitanti. Non è un caso che città come Los Angeles, Bogotà, Berlino, Rotterdam e Vienna si siano ispirate al modello catalano, adattandolo per affrontare sfide diverse: dalla mobilità allo sprawl, dalle disuguaglianze al rafforzare il senso di comunità. La storia di Barcellona e del suo sviluppo urbano ci invita a guardare le nostre città con occhi nuovi.

  • S01E09 Sembra un set Disney ma è a Milano

    • November 15, 2025

    Milano San Felice non è un set cinematografico. È un quartiere vero, realizzato tra il 1965 e il 1969, nella periferia est di Milano. La qualità del costruito e soprattutto l’equilibrio tra residenze e spazi aperti lo hanno reso un caso studio influente e apprezzato. L’aspetto forse più notevole riguarda i rapporti che si sono instaurati tra gli abitanti del quartiere, che sono diventati una vera comunità. A Milano San Felice il progetto urbano ha avuto un impatto reale e positivo sulla vita delle persone. #milano #sanfelice #architettura #urbanistica #designurbano #cittàdelFuturo #spazipubblici #rigenerazioneurbana

  • S01E10 Le Superilles di Barcellona funzionano

    • November 18, 2025

    Barcellona ha fatto una cosa che sembrava impossibile: togliere le auto da interi quartieri. E ha funzionato. Sono le “Superilles”, ovvero gruppi di nove isolati in cui le auto non possono entrare. Auto e mezzi di trasporto possono circolare solo fuori, lungo il perimetro. Questo ha permesso agli abitanti di riappropriarsi di spazi che prima erano dedicati alle automobili. Sono fioriti spazi pubblici e attività di quartiere. Questo nuovo modo di vivere le città si sta diffondendo ovunque. Città come Los Angeles, Bogotà, Berlino, Rotterdam e Vienna fanno propri e rielaborano in modi diversi i principi delle Superilles barcellonesi. L’obiettivo è sempre lo stesso: trasformare le città in luoghi più vivibili, inclusivi e sostenibili. Conoscevi le Superilles? #urbanistica #Barcellona #superilles #città #spazipubblici #mobilità #architettura #designurbano #cambiamentoclimatico #quartieri

  • S01E11 Barcellona è una griglia perfetta

    • November 19, 2025

    Ma perché Barcellona sembra disegnata col righello? Una griglia perfetta, dove tutto sembra studiato al millimetro. Questa forma nasce a metà ‘800 grazie al suo progettista: Ildefons Cerdà. Il suo piano era semplice ma rivoluzionario: dare aria, luce e mobilità ad una città che aveva un grande bisogno di espansione. Nasceva come un piano democratico e per tutti ma la speculazione edilizia lo alterò un isolato alla volta. L’altezza degli edifici aumentò e l’interno delle corti progressivamente venne sempre più costruito, mentre nasceva come uno spazio di respiro. Dell’idea originaria oggi rimane l’assetto generale. Blocchi quadrati tagliati negli angoli, che rendono l’assetto urbanistico di Barcellona unico in tutto il mondo. #Barcellona #Cerdà #urbanistica #architettura #Eixample #cityplanning #designurbano #storiaurbana #spazipubblici #città #Europa

  • S01E12 Come Bogotà reagisce ai narcos

    • November 20, 2025

    A Bogotà, in Colombia, sono in corso degli esperimenti urbani per combattere il degrado dei quartieri più fragili. Si chiamano Bairros Vitales e sono porzioni del quartiere liberate dal traffico delle macchine e dedicate unicamente agli spazi pedonali, alle piste ciclabili e alle aree verdi. Meno auto significa più spazio a disposizione degli abitanti per organizzare attività di quartiere, ripensare l’arredo urbano e aumentare la vegetazione a vicino alle case. La comunità si attiva per far rinascere il quartiere e per renderlo un posto migliore in cui vivere. In questo modo cambia il volto di un quartiere ma anche la sua essenza. È così che vengono meno i presupposti su cui la criminalità organizzata ha sempre prosperato indisturbata. #Bogotá #BarriosVitales #urbanistica #rigenerazioneurbana #architettura #spaziopubblico #cittàsostenibile #citydesign #tacticalurbanism #urbanismotattico

  • S01E13 5 architetture KITSCH che sono entrate nella storia

    • November 21, 2025

    Il kitsch è ovunque: nelle copie un po’ goffe dell’arte, negli oggetti troppo decorati, nei colori che esagerano e negli accostamenti che sfidano ogni gusto estetico. Ma cos’è davvero il kitsch? E soprattutto: è sempre sinonimo di “brutto”? In questo video ripercorriamo l’origine del termine kitsch, nato nei mercati tedeschi dell’Ottocento e trasformato misteriosamente, in Italia, in una parola diventata simbolo di un’estetica piena di cliché e finzioni.

  • S01E14 Cosa significa il termine kitsch?

    • November 25, 2025

    Cosa significa davvero Kitsch? Oggi è usato per descrivere qualcosa di esagerato, finto, che vuole sembrare bello ma alla fine risulta un po’ ridicolo. In tedesco il termine originario era traducibile con “scarto”.Un oggetto che prova a essere utile e talvolta bello, senza riuscirci del tutto. C’è poi una leggenda curiosa sulle sue origini: tutto nasce in Italia, quando i turisti volevano portarsi a casa sketch delle nostre città. Così “sketch”, storpiato nella pronuncia, sarebbe diventato“kitsch”. Conoscevate la storia di questo termine? #kitsch #estetica #esteticadelbrutto #architetturakitsch #designkitsch #cultura #design #arte #architettura #storiaurbana #spaziopubblico #urbanstories #designitaliano

  • S01E15 La Torre Velasca è kitsch?

    • November 26, 2025

    La Torre Velasca ha diviso l’opinione pubblica come pochi altri edifici di Milano. Quando fu ultimata, nel 1958, molti milanesi la consideravano uno scempio: una torre in cemento armato nel cuore della città, con una forma del tutto inusuale. Neppure il celebre critico inglese Reyner Banham fu indulgente: la giudicò poco innovativa e le riservò recensioni durissime. Ma il tempo cambia molte cose. Quello stile che sembrava sgraziato e bizzarro oggi affascina ed è addirittura diventato parte dell’identità milanese. Cosa ne pensate della Torre Velasca? #TorreVelasca #Milano #Architettura #UrbanDesign #Kitsch #DesignUrbano #StoriaDellArchitettura #BBPR #ArchitetturaItaliana #IconeDiMilano #Città #Modernismo #EdificiIconici #architetturamoderna

  • S01E16 Il Centre Pompidou ha sconvolto Parigi

    • November 27, 2025

  • S01E17 Vivremo mai in città che si muovono?

    • November 28, 2025

    Abiteremo mai in città che si muovono? In questo video esploriamo le città che camminano: dalla Walking City di Archigram in poi, passando dal Metabolismo giapponese della Nakagin Capsule Tower fino alle visioni contemporanee di Very Large Structure di Manuel Domínguez. Partiamo dall’Inghilterra degli anni ’60, tra Beatles, corsa allo spazio e paura nucleare. Scopriamo quindi come un gruppo di architetti ribelli riunito sotto il nome di Archigram ha immaginato città mobili, flessibili e capaci di spostarsi, trasformarsi e connettersi ad altre città simili. Vedremo come queste idee hanno influenzato l’architettura high-tech, il modo di progettare e perfino l’immaginario pop che ha prodotto film come Il Castello Errante di Howl, Up e Macchine Mortali. Scopriremo infine perché oggi più che mai ha ancora senso immaginare città che si muovono.

  • S01E18 Vivreste in una città che cammina?

    • December 1, 2025

  • S01E19 Nakagin Capsule Tower a Tokyo

    • December 5, 2025

  • S01E20 Le città del futuro cammineranno?

    • December 3, 2025

  • S01E21 Come sono nati gli ascensori?

    • December 4, 2025

  • S01E22 Che cos’è l’Universal Design?

    • December 5, 2025

    Che cos’è l’Universal Design? Se avete mai provato ad aprire una porta con le mani occupate, a leggere un cartello pieno di riflessi o a capire un annuncio coperto dal rumore sapete quanto può essere difficile. In alcuni casi l’esperienza di uno spazio può risultare negativa o inaffrontabile. Da qui nasce l’Universal Design, o progettazione universale: un approccio che mira a spazi, prodotti e servizi, utilizzabili dal maggior numero di persone possibile. In questo video scopriamo l’Universal Design: dal modello sociale della disabilità alle idee di Ronald Mace, fino agli esempi di architettura e città pensate per tutti. Perché quando un ambiente è progettato bene, migliora la vita di ciascuno di noi.

  • S01E23 Che cos’è l’Universal Design?

    • December 8, 2025

    L’Universal Design non è un elenco di regole ma un modo di guardare il mondo. Parte da un’idea semplice: se uno spazio funziona davvero, funziona per chiunque. Significa progettare pensando alle persone per come sono nella vita reale: distratte, stanche, con le mani occupate, di fretta, in difficoltà anche solo per un momento. Non solo a chi ha bisogni specifici, ma a tutti noi, ogni giorno. L'Universal Design è un invito a immaginare spazi più chiari, più accessibili, più umani. Perché progettare per tutti non è un compromesso: è migliorare la vita di ognuno. #universaldesign #designforall #designaccessibile #designinclusivo #humancentereddesign #architetturainclusiva

  • S01E24 L’uomo vitruviano é fuori moda

    • December 9, 2025

    L’idea di un “utente ideale” è superata. Per troppo tempo il design ha seguito il modello di un corpo perfetto, giovane, in salute, ignorando quanto invece siamo diversi tra di noi. L’Universal Design nasce per rompere questo schema. Non serve creare spazi perfetti per ognuno ma ambienti senza barriere, che possano essere usati dal maggior numero di persone. Uno spazio che funziona davvero migliora la vita di ognuno di noi. #universaldesign #cittàpertutti #designaccessibile #designinclusivo #cittàinclusiva #architetturainclusiva

  • S01E25 Come ripenseresti gli spazi in cui vivi?

    • December 10, 2025

    Come sarebbero i luoghi che viviamo ogni giorno se fossero davvero pensati per tutti? L’Universal Design parte proprio da questa domanda: progettare spazi che accolgono ogni persona e trasformano le differenze in una risorsa. Non è un’utopia, e al Louvre di Parigi c’è un esempio chiarissimo. Al centro della scala elicoidale c’è un ascensore trasparente: chi prende l’ascensore e chi usa le scale vivono la stessa esperienza avendo la stessa percezione dello spazio. Così un luogo diventa davvero accessibile e inclusivo: non solo funzionale, ma capace di unire, semplificare e valorizzare ogni visitatore. Come vorreste che fossero gli spazi che frequentate ogni giorno? #universaldesign #cittàpertutti #designaccessibile #designinclusivo #louvreparigi #architetturainclusiva

  • S01E26 Il lato oscuro di Central Park: potere, città e rimozione

    • December 12, 2025

    Com’è nato e come è stato costruito Central Park? In questo video scopriamo la vera storia del parco più famoso del mondo, che a differenza di come sembra è frutto di un progetto preciso che ha ben poco di naturale. Scopriamo infatti che non si tratta di un pezzo di natura sopravvissuto a Manhattan ma di un paesaggio interamente costruito a tavolino. Partiamo dalla New York di metà Ottocento, tra industrializzazione, inquinamento e ritmi di crescita sempre più elevati. In questo contesto prende forma il progetto del parco, una visione straordinaria che è diventata modello di molti parchi urbani nel mondo. Nel video vediamo come quella stessa idea di paesaggio progettato si è trasformata oggi: dalle oasi pianificate di Songdo ai terreni di rifiuti riconvertiti di Freshkills, fino ai parchi-spugna cinesi che usano la natura come strumento per gestire gli eventi climatici più estremi.

  • S01E27 Central Park non é quello che sembra

    • December 15, 2025

    Central Park non è quello che sembra. Oggi è visto come un’oasi naturale nel cuore di Manhattan, ma in realtà è un paesaggio progettato in ogni dettaglio, che di spontaneo ha ben poco. Quando New York decise di creare questo grande parco pubblico, a metà Ottocento, quell’area non era affatto vuota: lì viveva una comunità afroamericana libera, fatta di famiglie, lavoratori e proprietari di case, che venne allontanata per far realizzare il progetto del parco. Il risultato è un luogo iconico e amatissimo, un rifugio verde fondamentale per la città che però nasce ancheda una ferita nascosta. Conoscevate la vera storia di Central Park? #centralpark #centralparknewyork #landscape #spaziopubblico #spazioverde #architettura #urbanistica

  • S01E28 North Park: il parco nato dalla spazzatura

    • December 16, 2025

    North Park è un parco che nasce dai rifiuti. Per decenni, a Staten Island, Fresh Kills è una delle più grandi discariche del mondo: montagne di scarti e odori tossici formavano un paesaggio impossibile da abitare. Poi la città ha avviato un imponente progetto di trasformazione: i cumuli sono stati sigillati, il terreno ricostruito, la vegetazione è stata ripiantata. Oggi a North Park ci sono prati, sentieri, piste ciclabili e aree per il birdwatching. A dimostrazione che le nostre città possono trasformarsi molto più di quanto talvolta immaginiamo. #northpark #landscapeurbanism #rigenerazioneurbana #riqualificazione #parchipubblici #cittàchecambiano

  • S01E29 Il parco cinese che assorbe la pioggia

    • December 17, 2025

    In alcune città la sicurezza non si costruisce con muri o argini, ma lasciando spazio alla natura. A Harbin, nel nord della Cina, una palude destinata a sparire è stata trasformata in qualcosa di completamente diverso: un parco che assorbe e immagazzina l’acqua. Il cuore del luogo è rimasto selvatico, mentre intorno si estende un paesaggio che raccoglie la pioggia, la rallenta, la filtra. Chi ci passeggia vede solo prati, stagni e uccelli migratori. In realtà, sotto la superficie lavora un sistema naturale progettato per proteggere migliaia di persone: la stessa acqua che prima minacciava la città viene assorbita, controllata e trasformata in risorsa. #harbin #urbanistica #architettura #progettazioneverde #spaziopubblico #cittàsostenibile

  • S01E30 5 progetti assurdi che avrebbero cambiato il mondo (ma non sono mai stati costruiti)

    • December 19, 2025

    E se vi dicessimo che New York doveva essere racchiusa in una cupola gigante? O che esiste il progetto di un grattacielo alto il doppio del Burj Khalifa ma pensato negli anni ‘50? In questo video esploriamo alcuni dei più audaci progetti di architettura che non sono mai stati realizzati: visioni radicali, spesso troppo ambiziose o addirittura impossibili da costruire, ma capaci di cambiare per sempre il nostro modo di immaginare le città. Dalla cupola geodetica di Buckminster Fuller, che avrebbe dovuto coprire Manhattan, al grattacielo da 528 piani di Frank Lloyd Wright, fino alla Volkshalle di Speer, la cupola più grande mai progettata. Parliamo poi del Monumento Continuo di Superstudio, un’architettura infinita che avrebbe potuto attraversare il pianeta, e del Cenotafio di Newton di Boullée: una sfera monumentale immaginata per contenere l’intero universo. Sono progetti mai costruiti, ma ci ricordano che l’architettura vive soprattutto nelle visioni che osano sfidare ogni limite.

  • S01E31 Le 5 architetture più folli di sempre (mai costruite)

    • December 19, 2025

    E se vi dicessimo che New York doveva essere racchiusa in una cupola gigante? O che esiste il progetto di un grattacielo alto il doppio del Burj Khalifa ma pensato negli anni ‘50? In questo video esploriamo alcuni dei più audaci progetti di architettura che non sono mai stati realizzati: visioni radicali, spesso troppo ambiziose o addirittura impossibili da costruire, ma capaci di cambiare per sempre il nostro modo di immaginare le città. Dalla cupola geodetica di Buckminster Fuller, che avrebbe dovuto coprire Manhattan, al grattacielo da 528 piani di Frank Lloyd Wright, fino alla Volkshalle di Speer, la cupola più grande mai progettata. Parliamo poi del Monumento Continuo di Superstudio, un’architettura infinita che avrebbe potuto attraversare il pianeta, e del Cenotafio di Newton di Boullée: una sfera monumentale immaginata per contenere l’intero universo. Sono progetti mai costruiti, ma ci ricordano che l’architettura vive soprattutto nelle visioni che osano sfidare ogni limite.

  • S01E32 Come sarebbe il mondo se i tedeschi avessero vinto la guerra?

    • December 22, 2025

    Come sarebbero le città se i tedeschi avessero vinto la Seconda Guerra Mondiale? Probabilmente la Volkshalle di Berlino sarebbe la cupola più grande al mondoAlbert Speer l’aveva progettata come un simbolo assoluto: un’enorme camera del potere, progettata per amplificare l’autorità e trasformare l’architettura in un’arma psicologica. Una massa gigantesca, quasi tre volte il Pantheon, pensata per trasformare la città in un palcoscenico politico su cui celebrare la sua ideologia. Il progetto della Volkshalle ci ricorda il profondo rapporto tra architettura e potere. #architettura #storiadellarte #storiacontemporanea #architetturadifascinante #progettimancati #architetturadipotere #Berlino #AlbertSpeer #architetturamonumentale #cittàdelpotere

  • S01E33 L’edificio più incredibile del mondo

    • December 23, 2025

    La sfera più visionaria della storia non è mai stata costruita, eppure avrebbe potuto cambiare tutto. Il Cenotafio per Newton era pensato come un monumento immenso: una sfera alta 150 metri, circondata da terrazze e file di cipressi. Più che un edificio, era un’esperienza: farti sentire minuscolo di fronte al cosmo e, allo stesso tempo, parte di esso. Camminare sotto quella cupola voleva dire percepire un legame profondo tra noi, lo spazio e il tempo. Un sogno architettonico mai realizzato, che ancora oggi emoziona solo a immaginarlo. Avreste voluto vivere questa esperienza? #CenotafioDiNewton #ArchitetturaVisionaria #ÉtienneLouisBoullée #ArchitetturaSperimentale #DesignEpico #StoriaDellArchitettura #ArchitetturaEmozionale #ArchitetturaDaSogno

  • S01E34 Tutta Manhattan sotto una cupola di vetro?

    • December 24, 2025

    E se Manhattan fosse stata coperta da una gigantesca cupola di vetro? L’idea esiste davvero e nasce per proteggere la città da neve, pioggia e smog. Negli anni ’50 l’ingegnere Buckminster Fuller immagina una cupola geodetica enorme, capace di racchiudere tutta Midtown. Un progetto mai realizzato, spesso liquidato come utopia, ma che già allora parlava di sostenibilità urbana e città resilienti. Forse era solo troppo avanti per il suo tempo. E se oggi provassimo a ripensare le città con la stessa audacia? #BuckminsterFuller #architettura #urbanistica #cittàdelFuturo #sostenibilità #cittàresilienti #designurbano #innovazioneurbana #NewYork #cupolageodetica #urbanism

  • S01E35 Perché le case dei cattivi ci piacciono così tanto?

    • December 26, 2025

    Avete mai notato che al cinema i cattivi vivono quasi sempre in case spettacolari? Più il personaggio è malvagio, più l’architettura che lo circonda è desiderabile: il male abita spesso negli spazi più belli. In questo video esploriamo il legame tra architettura moderna e villain cinematografici: da Intrigo Internazionale di Hitchcock alle basi futuristiche dei cattivi di James Bond, fino a case iconiche come la Chemosphere di John Lautner e la villa trasparente di Ex Machina. Scopriamo come queste architetture non siano semplici scenografie ma veri strumenti narrativi: raccontano potere, controllo, desiderio e ambiguità. Riflettono paure collettive, ossessioni tecnologiche e mostrano il lato oscuro del sogno moderno. Un breve viaggio nel punto di incontro tra cinema e architettura per capire perché i cattivi hanno sempre le case più belle. In quale di queste dimore belle e terribili vi piacerebbe vivere?

  • S01E36 Il male abita in case bellissime (e non è un caso)

    • December 29, 2025

    Perchè i cattivi del cinema vivono sempre in case da sogno? Nei film le loro abitazioni non sono mai casuali: linee pulite, vetro, cemento a vista e geometrie perfette. Non servono solo a impressionare chi guarda: sono strumenti narrativi utili a raccontare potere, controllo, solitudine. Prima ancora che il personaggio parli è l’architettura a dirci chi è. Le case diventano una forma di psicologia costruita: affascinanti, seducenti e profondamente inquietanti. Forse è per questo che le dimore dei villain ci restano così impresse: ci piacciono, anche se a volte è difficile ammetterlo, perché vorrebbe dire riconoscere l’attrazione che proviamo per i tratti più oscuri dei cattivi. #architettura #cinema #casedeicattivi #casedasogno #caseiconiche

  • S01E37 Le case dei cattivi di 007 sono assurde

    • December 30, 2025

    Le case dei cattivi di 007 sono assurde. Nell’universo di James Bond, la casa del cattivo è un manifesto di potere. Spazi ipertecnologici nascosti, lontani dal mondo quotidiano: basi segrete, bunker spettacolari, architetture pensate per sorvegliare, pianificare, controllare ogni cosa. Nella stagione della Space Age, tra fiducia assoluta nella tecnologia e paura della catastrofe, queste dimore diventano rifugi futuristici, perfetti fino all’eccesso. Linee moderne, superfici lucide, nessun dettaglio fuori posto: l’estetica dell’efficienza totale, affascinante e inquietante allo stesso tempo. Ci sono stati anni in cui, per i nemici di James Bond, più una casa è impeccabile, più somiglia a una macchina di controllo. #architettura #cinema #casedeicattivi #007 #jamesbond

  • S01E38 La casa UFO sulle colline di Hollywood

    • December 31, 2025

    C’è una casa a Hollywood che sembra un’astronave sospesa sulle colline. La Chemosphere nasce su un terreno dalla pendenza così estrema da essere considerato inutilizzabile per costruire. L’architetto John Lautner risponde con un solo pilastro di cemento che sostiene un disco ottagonale sospeso nel vuoto. Un ascensore inclinato conduce a un unico ambiente, senza muri rigidi né corridoi tradizionali. È un modo radicale di abitare il paesaggio: stare sopra tutto, quasi senza toccare terra. Non stupisce che il cinema l’abbia scelta come luogo ideale per un film come Omicidio a luci rosse di Brian De Palma. La Chemosphere, sfidando la gravità, mette in discussione l’idea di casa come luogo stabile e rassicurante. #architettura #cinema #casedeicattivi #chemosphere #johnlautner

  • S01E39 La città più densa del mondo: Kowloon Walled City

    • January 2, 2026

    Kowloon Walled City era una città grande quanto un solo isolato ma arrivò ad ospitare fino a 50.000 persone. Non in grattacieli di vetro e acciaio ma in un labirinto di cemento dentro cui il sole quasi non arrivava. Era la città più densa del mondo e si trovava nel cuore di Hong Kong. In questo video raccontiamo la storia di questa anomalia urbana cresciuta senza regole: da avamposto militare a baraccopoli autosufficiente, tra rifugiati, triadi, corridoi strettissimi, appartamenti minuscoli e una sorprendente rete di relazioni e di aiuto reciproco. Entriamo nei suoi vicoli, nelle abitazioni sovraffollate e nelle attività improvvisate per capire come funzionava davvero Kowloon, perché è stata demolita e cosa resta oggi al suo posto. Scopriamo anche come questa città scomparsa sia diventata un’icona capace di influenzare cinema, manga, videogiochi e l’immaginario cyberpunk delle megalopoli future. Voi avreste avuto il coraggio di entrare nella città più densa del mondo?

  • S01E40 Dentro l’isolato più affollato del mondo

    • January 5, 2026

    Cosa succede quando una città cresce senza che nessuno la governi davvero? A Kowloon Walled City niente piani regolatori, niente permessi, niente sindaco: solo edifici aggiunti uno sull’altro finché l’isolato è diventato un unico blocco compatto. Eppure dentro quel groviglio di corridoi stretti si era formata una piccola città completa: case, laboratori, botteghe, studi medici improvvisati. Una geografia fatta di abitudini, odori, insegne, percorsi imparati a memoria. Nel buio le persone sapevano orientarsi perché si conoscevano. Kowloon oggi non c’è più: è stata demolita del 1993 e al suo posto ora c’è un parco. La storia della città più densa del mondo ci ricorda che la vita insieme è possibile solo a partire dalle relazioni tra le persone. #kowloon #kowloonwalledcity #cittàmurata #cittàdensa #urbanistica

  • S01E41 Vivere all’inferno e chiamarlo casa: Kawloon

    • January 6, 2026

    Vivevano in condizioni estreme. Eppure molti la chiamavano casa. A Kowloon Walled City la normalità era una stanza minuscola condivisa in cinque, quasi niente luce naturale, aria pesante, acqua portata a secchi e corrente rubata dai cavi di Hong Kong. Igiene precaria, vicoli bui, rumore continuo. Ma proprio lì, dove la città sembrava più ostile, si costruivano legami fortissimi: vicini che si aiutavano, porte sempre socchiuse, chi non aveva nulla che condivideva comunque qualcosa. Collaborare d’altra parte era l’unico modo per andare avanti. Oggi abitiamo in case più grandi, più comode, più sicure eppure sembra non esista un vero legame con le persone che abitano i nostri stessi spazi. Spesso non sappiamo nemmeno il nome di chi ci vive accanto. Nella città murata di Kowloon questo non sarebbe stato possibile. #kowloon #kowloonwalledcity #cittàmurata #cittàdensa #urbanistica

  • S01E42 L’errore che ha creato la città più densa del mondo

    • January 7, 2026

    La città più densa della storia nasce da una riga di trattato dimenticata. Alla fine dell’Ottocento, Hong Kong passa sotto il controllo britannico, ma un minuscolo frammento di territorio resta formalmente cinese. Troppo piccolo per interessare davvero a qualcuno, abbastanza complicato da essere ignorato. In questo limbo giuridico, si forma la città murata di Kowloon dove in breve tempo si riversano migliaia di persone in fuga: profughi, lavoratori, chi non ha altri posti dove andare. In quel fazzoletto di terra, non del tutto Hong Kong e non più davvero Cina, costruire diventa l’unica regola possibile. Blocco dopo blocco, quel punto sulla mappa diventa il concentrato urbano più denso mai documentato. A volte i luoghi più estremi nascono proprio negli spazi che il potere smette di guardare. #kowloon #kowloonwalledcity #cittàmurata #cittàdensa #urbanistica

  • S01E43 Il problema delle CASE STAMPATE in 3D

    • January 9, 2026

    È possibile costruire edifici stampati in 3D? Niente mattoni, niente operai, niente cantiere tradizionale: solo una stampante alta qualche metro che deposita materiali e fa nascere pareti vere. In questo video raccontiamo cos'è davvero la stampa 3D in edilizia e perché potrebbe rivoluzionare il modo in cui costruiamo e abitiamo. Partiamo dalla crisi abitativa globale e da un settore lento, costoso e pieno di sprechi per capire perché sempre più spesso si guarda a questa tecnologia come possibile alternativa ai sistemi tradizionali. Scopriamo come funziona una stampante 3D per l'architettura e analizziamo esempi reali: dai progetti della NASA e di ICON alle case stampate in Texas, dalla TECLA italiana alla Yhnova di Nantes, costruita in 54 ore e abitata da anni. Capiamo i vantaggi concreti ma anche i limiti tecnici, normativi ed estetici che oggi ne frenano la diffusione. Sareste pronti a vivere in una casa stampata?

  • S01E44 Cantiere tradizionale vs stampa 3D

    • January 12, 2026

    Costruire una casa è da sempre un processo lento, complicato e pieno di problemi. Oggi esiste un’alternativa radicale: edifici realizzati da una stampante 3D, guidata da un file digitale e da un braccio meccanico che lavora senza pause. È una questione tecnologica che richiede un salto di mentalità: da una parte il cantiere artigianale, dall’altra una macchina che esegue con precisione, riducendo tempi e sprechi. Costruire diventa sempre meno “fare” e sempre più programmare. Secondo voi la stampa 3D è il futuro delle costruzioni? #stampa3d #architettura #case3d #innovazione #costruzioniCANALI

  • S01E45 Costruire una casa in 54 ore

    • January 14, 2026

    Ci sono edifici che sembrano emergere direttamente dal terreno. Vicino a Ravenna, due cupole di terra cruda, paglia e fibre naturali crescono come una piccola architettura organica: materiali locali, forme morbide, muri che un giorno potranno tornare al suolo quasi senza lasciare traccia. A Nantes una casa è stata completata in pochi giorni da una stampante 3D ed è abitata da anni, con pareti curve e spazi fluidi come in un render. Forse l’abitare del futuro non sarà solo “costruire in fretta”, ma far crescere case e infrastrutture in sintonia con i materiali e i paesaggi che le circondano. Voi vivreste in una casa stampata in 3D? #stampa3d #architettura #case3d #innovazione #costruzioni

  • S01E46 La stampa 3D risolverà la crisi abitativa?

    • January 13, 2026

    Mai come oggi abbiamo bisogno di case. Le città crescono, gli affitti esplodono, sempre più persone faticano a trovare uno spazio dignitoso in cui vivere. Mentre tutto accelera, il modo in cui produciamo edifici rimane lento, costoso, pieno di sprechi: la produttività dell’edilizia quasi non si muove, proprio quando ci servirebbero più alloggi, costruiti meglio e in meno tempo. Da qui nasce l’idea di stampare le abitazioni in 3D: non solo per farne di più ma per ripensare l’intero processo con altri ritmi e altre logiche. La vera sfida è questa: trovare modi di costruire che tengano il passo con la vita che ci abita dentro. #stampa3d #architettura #case3d #innovazione #costruzioni

  • S01E47 Perché l’Arabia Saudita sta costruendo questo cubo gigante?

    • January 17, 2026

    Il Mukaab è un cubo gigantesco nel deserto di Riyadh: 400 metri per lato, abbastanza grande da contenere decine di grattacieli. In questo video entriamo nel progetto simbolo di New Murabba e della Vision 2030 saudita: una megastruttura che reinterpreta l’architettura tradizionale in chiave futuristica, promettendo “uno dei posti migliori al mondo in cui vivere”. Ma è davvero così? Vediamo com’è fatto, cosa rappresenta e perché è già una delle architetture più controverse del pianeta: città al coperto, realtà immersive, energia per climatizzare milioni di metri cubi e un’idea di mondo costruita più per stupire che per migliorare la vita quotidiana. Siete pronti a entrare in questo cubo?

  • S01E48 Una città dentro a un cubo: il Mukaab

    • January 20, 2026

    Il Mukaab nasce come una città chiusa in un unico volume autosufficiente, dove abitare, lavorare, fare shopping e divertirsi avvengono dentro un sistema chiuso gestito da dati e algoritmi. Ogni funzione è prevista, controllata, ottimizzata: niente imprevisti in un’esperienza urbana che viene descritta come perfetta. Ma è davvero così? #mukaab #newmurabba #riyad #architettura #urbanistica

  • S01E49 Perché proprio un cubo gigante?

    • January 21, 2026

    Perché costruire una città intera dentro un cubo? Nel deserto saudita questa forma essenziale torna su scala gigantesca e si carica di significati: richiami all’architettura Najdi, echi della Kaaba, rimandi a grandi portali come la Défense o il cubo di vetro Apple. Volumi semplici che storicamente hanno concentrato potere, identità, promessa di futuro. Quando un cubo diventa così grande da contenere una città, non è più solo geometria: è un messaggio su chi decide, chi entra e come si immagina la vita là dentro. #mukaab #newmurabba #riyad #architettura #urbanistica

  • S01E50 Che senso hanno i megaprogetti sauditi?

    • January 22, 2026

    Nei megaprogetti sauditi l’architettura diventa spettacolo. Cantieri nel deserto, ruspe, acciaio, render futuristici: immagini pensate per raccontare movimento e ambizione, anche quando i finanziamenti non sono ancora del tutto sicuri. Grattacieli-record, città lineari, cubi colossali funzionano come branding nazionale più che come risposta ai bisogni quotidiani. Quando lo spazio urbano serve soprattutto a comunicare potere, il punto non è cosa vediamo in copertina, ma cosa resta fuori dall’inquadratura: impatti sociali, ambientali, vite reali. #mukaab #newmurabba #riyad #architettura #urbanistica

  • S01E51 Perché quest'isola è stata abbandonata?

    • January 24, 2026

    Esistono luoghi abbandonati che sembrano usciti da un film post-apocalittico: città fantasma, hotel liberty dimenticati, astronavi di cemento in cima alle montagne. In questo video facciamo un viaggio tra le “rovine moderne” e l’urbex: cemento e polvere ma anche promesse mancate, vite sospese e sogni interrotti. Dalla città-isola di Hashima in Giappone, al parco mai finito di Wonderland vicino Pechino, dalla navicella brutalista di Buzludzha in Bulgaria fino al Grand Hotel Campo dei Fiori e alla Casa Albero di Fregene. Scopriamo perché queste architetture abbandonate continuano ad affascinarci e cosa ci raccontano sul rapporto tra città, tempo e memoria. Quale di questi luoghi dimenticati vorreste visitare?

  • S01E52 Hashima Island: l’isola giapponese abbandonata

    • January 27, 2026

    Quest’isola abbandonata era una miniera di carbone. Un pezzo di roccia al largo di Nagasaki trasformato in una città compatta e densa. Per anni ha funzionato come una macchina perfetta: lavoro, servizi, routine, tutto incastrato in pochi metri. Quando l’industria del carbone ha perso di importanza, Hashima si è svuotata di colpo. Il risultato è un’isola di edifici abbandonati, costruzioni dimenticate, scheletri di cemento in lenta decomposizione. #hashima #cittàfantasma #urbex #luoghiabbandonati #esplorazioneurbana

  • S01E53 Sembra un UFO ma è brutalismo sovietico

    • January 28, 2026

    Buzludzha doveva essere un simbolo di potere. Cemento, mosaici, e una torre con stelle rosse pensata per essere visibile da molto lontano. Costruito nel 1974, nel 1989 viene abbandonato: saccheggiato, esposto alle intemperie, consumato da neve e pioggia fino a diventare una rovina fuori dal tempo. Oggi la Buzludzha Project Foundation è impegnata in un progetto di restauro che potrebbe dare nuova vita a questo edificio. #buzludzha #brutalismo #brutalismosovietico #edificiobrutalista #architetturabrutalista

  • S01E54 La casa abbandonata sospesa tra gli alberi

    • January 29, 2026

    Una casa sugli alberi abbandonata? A Fregene, tra pineta e silenzio, la Casa Sperimentale rappresenta un’idea radicale nata alla fine degli anni ’60. Un’architettura modulare pensata per crescere, cambiare, aggiungere pezzi nel tempo. Nonostante i presupposti affascinanti la casa non è mai stata abitata, fino all’abbandono completo. Oggi però quella rovina futurista sta riemergendo: set, visite, progetti culturali l’hanno riportata sotto i riflettori. Riuscirà l’attenzione mediatica a riportare nuova vita nella Casa Spermentale? #casasperimentale #architettura #caseabbandonate #casafregene #luoghiabbandonati

  • S01E55 Perché questa sedia è ovunque?

    • January 31, 2026

    Le sedie dei film non sono mai soltanto sedie. In questo video scopriamo come le icone del design danno ulteriore significato ad una scena cinematografica. Dalla Thonet No. 14 dei caffè e jazz club alla Eames Lounge come trono del successo, dalla Barcelona Chair dei cattivi sofisticati alla inquietante Hill House Chair di Mackintosh che smaschera Patrick Bateman, fino alla futuristica Djinn Chair di Olivier Mourgue in 2001 Odissea nello Spazio. Ogni sedia racconta qualcosa di chi la possiede e spesso i tratti più intimi e profondi dei personaggi dei film sono svelati proprio dalle loro sedute.

  • S01E56 Perchè questa sedia è ovunque?

    • February 3, 2026

    Questa sedia si trova ovunque. La Eames Lounge appare in salotti eleganti, uffici silenziosi, attici con vista. Non solo perché è un meraviglioso arredo, ma perché comunica subito un’idea: controllo, gusto, distacco. Nei film è un oggetto che definisce un personaggio prima ancora che apra bocca. A volte basta una poltrona per far capire chi comanda nella stanza. #design #eamesluongechair #iconedidesing #cinema #storiadeldesign

  • S01E57 La sedia di design che non sapevi di conoscere

    • February 5, 2026

    Questa sedia ha reso il design normale. La Thonet No.14 è ovunque da 165 anni: caffè, bistrot, jazz club, set cinematografici. L’avete vista mille volte senza che viene siate accorti… Leggera, ripetibile, facile da spostare: una piccola invenzione che ha cambiato il modo in cui arrediamo il mondo. É stata la prima sedia prodotta in serie della storia: economica, resistente, perfetta. Al cinema diventa invisibile proprio perché è troppo presente. Non la noti, eppure definisce intere atmosfere: locali notturni, cabaret e film noir. Ora che la conoscete, inizierete a vederla dappertutto. #design #storiadeldesign #thonet14 #designindustriale industrialdesign architettura cinema iconedidesign culturapop

  • S01E58 La sedia amata dai cattivi del cinema

    • February 6, 2026

    I cattivi del cinema amano questa sedia. La Barcelona nasce nel 1929 come seduta per la nobiltà spagnola. Mies van der Rohe e Lilly Reich la progettano per i reali. Eppure Hollywood l’ha adottata per raccontare l’esatto opposto: il successo senza vanità. La vedete negli atri deserti delle multinazionali, negli appartamenti immacolati di psicopatici in giacca e cravatta, nelle stanze d’attesa dove nessuno vorrebbe aspettare. E’ talmente perfetta da respingere qualsiasi traccia di vita vera. Non ci si può rilassare: la schiena resta dritta, il corpo in tensione. Non accoglie, controlla. Il cinema ha trasformato un simbolo di prestigio in un avvertimento: chi vive circondato solo da perfezione può permettersi di essere spietato. Voi la comprereste o vi farebbe sentire a disagio? #design #barcelonachair #storiadeldesign #ideconedidedesign #cinema #productdesign

  • S01E59 Perché alcuni edifici ti escludono (e altri no)

    • February 7, 2026

    Vi è mai capitato di entrare in un ospedale, un aeroporto o un’università e sentirvi subito fuori posto? A volte non è colpa vostra: è lo spazio che funziona male e diventa esclusivo. In questo video parliamo di Universal Design e di come l’architettura può essere inclusiva o ostacolarci. Passeremo dal Guggenheim di New York, dove la grande rampa rende l’esperienza accessibile a tutti, e arriviamo al Ponte della Costituzione di Venezia, elegante ma spesso impraticabile. Parliamo anche della House of Disabled People’s Organisations in Danimarca e di ospedali labirintici, delle sensory room negli aeroporti e degli autogrill pensati per accogliere davvero tutti. Capiamo perché luce, rumore, orientamento e comfort non sono dettagli, ma parte della progettazione inclusiva. Quanti dei luoghi che frequentate ogni giorno vi accolgono davvero e quanti vi costringono ad adattarvi?

  • S01E60 I bagni gender neutral hanno senso?

    • February 11, 2026

    Avete mai fatto 20 minuti di coda al bagno mentre quello accanto era vuoto? Succede ovunque: aeroporti, stazioni, locali. Un lato con fila interminabile, l’altro semivuoto. I bagni gender neutral risolvono esattamente questo: cabine private, lavabi condivisi, fasciatoi, spazi accessibili. Amsterdam, Pennsylvania, Bari: dove li hanno introdotti, le code si sono dimezzate. Non si tratta solo di file e ottimizzazione dei tempi. Questi bagni sono anche un modo per accogliere chiunque, indipendentemente da genere e orientamento. Eppure continuano a far discutere. Non perché funzionino male, ma perché sfidano un’abitudine radicata. #deisgninclusivo #genderneutral #accessibilità #universaldesign #inclusione

  • S01E61 La geniale rampa del Guggenheim di New York

    • February 11, 2026

    Il Guggenheim di new York nasconde una particolarità unica: la sua rampa. Mentre molti musei moderni nascondono l’accessibilità tra ascensori e percorsi secondari, qui basta una rampa continua, inclinata di appena il 3%, per cambiare tutto: stessi spazi, stesse opere, stesso ritmo per chi cammina, chi spinge un passeggino o chi usa una sedia a ruote. L’esperienza è la stessa per chiunque. Nonostante questo magnifico esempio, sessant’anni dopo continuiamo a costruire edifici che separano, escludono, e costringono le persone ad adattarsi. #deisgninclusivo #guggenheim #guggenheimnewyork #accessibilità #architettura

  • S01E62 Il ponte che fa scivolare tutti

    • February 12, 2026

    Un ponte bellissimo ma molto complicato da percorrere. A Venezia, il Ponte della Costituzione è diventato questo paradosso: un’architettura da copertina che nella vita reale non funziona. Gradini in vetro che scivolano appena piove, proporzioni sbagliate che bloccano passeggini e valigie, e rampe che escludono chi ha difficoltà motorie. Nel frattempo correzioni e manutenzione fanno lievitare i costi, e quel ponte pensato per collegare finisce per selezionare chi può attraversarlo con facilità e chi no. Quando un’opera pubblica nasce per essere fotografata prima che vissuta, gli effetti sono questi. #pontedellacostituzione #venezia #pontecalatrava #calatravavenezia #urbandesign

  • S01E63 Nel 2050 vivremo in città galleggianti?

    • February 14, 2026

    Le città galleggianti sono davvero il futuro dell’abitare? Tra innalzamento del mare, crisi climatica e suolo sempre più scarso, l’idea di costruire sull’acqua torna attuale come non mai. In questo video ripercorriamo il sogno di vivere sul mare: da Venezia e dall’incredibile Isola delle Rose al Tokyo Bay Project di Kenzo Tange, fino ai progetti contemporanei come Maldives Floating City, Oceanix City, Dogen City, il Seasteading Institute e Oxagon a NEOM. Capiremo cosa c’è di concreto e cosa rischia di essere solo un’utopia costosa: impatto ambientale, costi reali, manutenzione, per chi sono pensate queste città e quanto siano davvero inclusive. E vedremo perché forse le soluzioni più credibili oggi sono i quartieri galleggianti integrati nelle città esistenti, come ad Amsterdam e Rotterdam.