La prima puntata de La Giusta Distanza con Roberto Saviano, parte dalla Sicilia e dalla strage di Capaci. Al centro del racconto due figure agli estremi opposti. Da un lato la magistrata Francesca Morvillo, una delle prime donne a entrare nel cuore della giustizia siciliana, simbolo di rigore e dedizione allo Stato. Dall’altra Giovanni Brusca, il boss dei corleonesi che aziona il telecomando della bomba che il 23 maggio 1992 uccide Giovanni Falcone, Morvillo e gli uomini della scorta.
Seconda puntata de La Giusta Distanza, la nuova serie ideata e narrata da Roberto Saviano che unisce racconto documentario e narrazione per approfondire alcuni dei crimini e dei misteri più emblematici della storia italiana. La serata è dedicata a due pentiti che hanno aperto mondi fino ad allora impenetrabili: quelli delle Brigate Rosse e di Cosa Nostra.
Terzo appuntamento con La Giusta Distanza, la serie di Roberto Saviano che unisce racconto e approfondimento sui grandi eventi della storia italiana recente. La puntata, intitolata “Maradona-Giuliano”, esplora la Napoli degli anni Ottanta, una città sospesa tra sacro e profano, tra lo stadio e la strada. Con l’arrivo di Diego Armando Maradona, Napoli accoglie un vero e proprio dio del calcio, capace di trasformare rabbia in festa e miseria in riscatto.
Nuovo appuntamento con La Giusta Distanza, la serie ideata e narrata da Roberto Saviano che unisce racconto documentario e narrazione per esplorare alcuni dei crimini e dei misteri più emblematici della storia italiana. La nuova puntata è dedicata alla Milano degli anni ’70. Tra locali, bische e grattacieli nasce l’impero criminale di Francis Turatello, detto Faccia d’Angelo: elegante, mondano, temuto, diventa il re della mala milanese. Accanto a lui cresce Angelo Epaminonda, l’allievo silenzioso che osserva, impara e aspetta il momento giusto.
Questa settimana Saviano torna a Napoli, nel 1982. La città partenopea è teatro di un enigma ancora aperto, che dopo più di quarant’anni ha lasciato tante, troppe domande senza risposta. Si tratta di un delitto politico che nasconde misteri e alleanze inaspettate, mettendo al centro di interessi economici e poteri criminali le vite di due uomini: il boss Raffaele Cutolo e il capo della Squadra Mobile Antonio Ammaturo.
L’ultima puntata porta Saviano in Sicilia, nella Trapani degli anni ’90 e Duemila. In quegli anni si combatte una guerra senza esclusione di colpi. A scontrarsi sono due uomini che combattono la stessa guerra da fronti opposti: legalità e giustizia contro violenza e criminalità organizzata. Da una parte c’è Matteo Messina Denaro, il boss invisibile ed erede dei corleonesi, che trasforma la provincia in un laboratorio di potere economico e violento. Dall’altra parte, Fulvio Sodano, prefetto dello Stato, cerca di fermarlo, colpendo i suoi interessi più nascosti: l’edilizia, la calce, gli appalti.