Nell’undicesima puntata di Felici Pochi, Riccardo, Benedetta e Simone riflettono con Andrei sul potere ancora vivo della parola scritta in Russia, capace di creare identità e resistere alla censura. In un confronto serrato con la letteratura italiana, emergono differenze linguistiche, editoriali e culturali, ma anche la comune esigenza di credere nella letteratura come gesto rivoluzionario.