Antonio Pepe è un commissario di polizia democratico e tollerante, celibe, che cerca di risolvere i problemi con il buonsenso, senza mai abusare della sua autorità. Un giorno riceve l'incarico di indagare su reati a sfondo sessuale nel territorio di sua competenza: in breve scopre che la città non è così perbene come sembrava; sotto un velo di ipocrisia vengono commessi reati che vanno dal favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione di minorenni alla pederastia. Scopre anche che non sono commessi da un solo ceto sociale, ma sono trasversali, coinvolgono popolani e ricchi, nobili e religiosi, notabili di provincia e anche persone vicine ai poliziotti. Deciso ad andare sino in fondo, subisce prima un tentativo di intimidazione e poi viene invitato dal questore a lasciar perdere i pesci grossi, tirando nella rete solo quelli piccoli per motivi elettorali. Scopre, inoltre, che anche la sua amante ha una doppia vita come fotomodella in una agenzia di Milano dove si fa ritrarre in foto osé. Profondamente amareggiato, in attesa della sua promozione a vice questore e del successivo trasferimento, il commissario distrugge l'intero dossier.
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